Descrizione
Rinasce la Montagnola come Parco della Biodiversità, grazie al progetto un filo naturale
La strategia di transizione climatica del Comune di Brescia, definita nell’ambito del progetto “Un filo Naturale” finanziato da Fondazione Cariplo e Regione Lombardia, prevede tra gli obiettivi cardine interventi di riforestazione in città per regolare le temperature e l’umidità, ridurre lo scorrimento delle acque superficiali e l’erosione, immagazzinare CO2 sotto forma di carbonio organico nei suoli.
In questo contesto, il colle Cidneo è proprio uno dei primi esempi di “forestazione urbana” avvenuto a Brescia nel secolo scorso. Una delibera comunale datata 3 dicembre 1948 testimonia come sul colle in quegli anni siano stati piantati più di 1500 giovani alberi, tra cui molti abeti e pini, tanto che “la montagnola”, nel linguaggio cittadino, è conosciuta ancora oggi come “pinetina”.
Già giardino botanico negli anni 2000, grazie all’azione 7.2.1 del “filo naturale”, il bosco della montagnola è stato rivisitato con un intervento di “restoration ecology” per assecondare l’evoluzione naturale dell’ecosistema presente in questo settore del Cidneo, rispettando la flora e la fauna e facilitandone la diffusione, contenendo specie vegetali poco pertinenti con la biodiversità locale, ma senza rimuoverne la biomassa legnosa che è stata invece utilizzata per creare microhabitat per la fauna e facilitare l’arricchimento di sostanza organica nei suoli.
Con questa filosofia è stato concepito “Il Parco della biodiversità”, frutto di un progetto architettonico condiviso con la Sovrintendenza, e alimentato dalle indicazioni del Settore Verde, del Museo di Scienze Naturali, delle associazioni naturalistiche della città (Centro Studi Naturalistici Bresciani, Associazione Botanica Bresciana, Gruppo Ricerche Avifauna, LIPU, Amici dei Parchi) per facilitare la diffusione della biodiversità locale, l’assestamento degli habitat e la loro riqualificazione.
Il parco è percorso da un suggestivo corso d’acqua avvolto da specie vegetali acquatiche, habitat per numerose specie di invertebrati e di anfibi.
Il tratto pianeggiante che si eleva dal bosco è caratterizzato da un punto panoramico contornato da carpini bianchi, che ricordano la struttura della “brescianella”.
Le pendici circostanti sono caratterizzate da lembi di carpineto a carpino nero, a carpino bianco e da un castagneto, circoscritto al versante più fresco. Le pendici di raccordo con la Pusterla sono ancora caratterizzata da una pineta di pino nero, che testimonia il rimboschimento del secolo scorso.
Negli spazi più aperti è presente un esteso prato che viene tagliato rispettando le tradizionali epoche di sfalcio, in tarda primavera e in autunno, per facilitare la diffusione degli impollinatori e la disseminazione delle specie erbacee tipiche dei prati da sfalcio. Sui versanti più esposti il prato è stato arricchito con specie erbacee tipiche dei prati xerici che circondano la città, che sono riconosciuti come habitat prioritari dalla comunità europea ma che sono in declino, prossimi all’estinzione in tutte le Prealpi. Infine, negli spazi di raccordo tra alberi e prati, le pietraie che ricordano “il carso bresciano” ospitano specie vegetali adattate a questi ambienti.
A completamento del progetto, per infondere consapevolezza ai cittadini sull’importanza della biodiversità nel regolare gli impatti sui cambiamenti climatici in atto, è stato allestito un percorso espositivo in collaborazione con i volontari dell’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti di Brescia e con quelli del Servizio Civile Universale 2023/2024.
Il percorso nel parco sarà quindi il luogo per illustrare ai cittadini il ruolo della “Foresta urbana” nel contrasto al cambiamento climatico diffondendo la conoscenza degli ecosistemi e delle loro relazioni osservando come gli stessi si modificano a causa dei cambiamenti climatici. Il percorso è stato inoltre inserito nell’offerta educativa proposta dal Museo di scienze naturali e dal Parco delle Colline, e potrà essere abbinato ai laboratori dedicati all’adattamento al cambiamento climatico progettati e realizzati appositamente grazie alle azioni di educazione previste da “Un filo Naturale”.
Modalità d'accesso
Presenza di barriere architettoniche: scale e salite con pendenza
Modalità di accesso per persone con disabilità motoria: limitata.
Ingresso grauito.
Giorni e orari di apertura
Aperto in orario legale dalle ore 07:00 alle ore 21:30 e in orario solare dalle ore 07:00 alle ore 20:00
Come arrivare
Da via Pusterla o dal Castello di Brescia tramite la strada del soccorso
Indirizzo
Punti di contatto
Ulteriori Informazioni
Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2026, 08:12